L’FDA ha approvato Gilotrif come terapia di prima linea per i pazienti con carcinoma polmonare non-a-piccole cellule che presentano mutazioni nel gene EGFR


Gilotrif ( Afatinib; in Europa Giotrif ) ha dimostrato efficacia superiore rispetto alla chemioterapia standard nel tumore del polmone con mutazioni nel gene EGFR.

L’Agenzia regolatoria degli Stati Uniti, FDA ( Food and Drug Administration ) ha approvato la commercializzazione di Gilotrif compresse per somministrazione orale, come nuova terapia di prima linea per i pazienti con carcinoma polmonare non-a-piccole cellule ( NSCLC ) metastatico, e con mutazioni del gene codificante per il recettore del fattore di crescita dell’epidermide ( EGFR ), rilevate mediante il test approvato dall’FDA: delezione dell’esone 19 ( Del19 ) o mutazione dell’esone 21 ( L858R ).

Il tumore al polmone è il primo tumore per mortalità al mondo, ha un’incidenza superiore negli uomini rispetto alle donne e ogni anno conta 1.6 milioni di nuovi casi.
Il carcinoma polmonare non è un’unica patologia, ma comprende diverse tipologie ben distinte di tumore, ciascuna delle quali richiede un approccio terapeutico specifico.
Un sottotipo specifico di carcinoma polmonare è quello che presenta mutazioni di EGFR ( uno dei membri della famiglia dei recettori ErbB ).

Negli studi clinici condotti, i pazienti affetti da questo sottotipo di patologia hanno dimostrato di beneficiare maggiormente della terapia con Afatinib.

Negli Stati Uniti, Afatinib ha ottenuto lo status di farmaco orfano, e una corsia prioritaria con procedura di valutazione accelerata che l’FDA concede a farmaci sperimentali che possono offrire una terapia efficace e sicura per quelle patologie per le quali non esistono terapie alternative soddisfacenti, o che offrono un miglioramento significativo rispetto ai prodotti già in commercio.

L’approvazione di Afatinib negli Stati Uniti si basa sui risultati ottenuti nello studio cardine LUX-Lung 3, che ha confrontato Afatinib con la chemioterapia Pemetrexed / Cisplatino.
I risultati dello studio LUX-Lung 3 hanno dimostrato che i pazienti, che hanno assunto Afatinib come terapia di prima linea, hanno avuto una sopravvivenza senza progressione della malattia ( PFS ) di quasi un anno ( PFS mediana di 11.1 mesi ) rispetto ai poco più di sei mesi ( PFS mediana di 6.9 mesi ) dei pazienti trattati con Pemetrexed / Cisplatino.
Inoltre, i pazienti con tumore polmonare non-a-piccole cellule, che presentavano le due mutazioni più comuni di EGFR ( Del19 o L858R ), in terapia con Afatinib, hanno avuto una sopravvivenza libera da progressione della malattia superiore a un anno ( PFS mediana di 13.6 mesi ), rispetto ai poco più di sei mesi ( PFS mediana di 6.9 mesi ) dei pazienti del braccio di confronto.

Inoltre, i pazienti in terapia con Afatinib hanno avuto un miglioramento dei sintomi associati al carcinoma polmonare e una migliore qualità di vita rispetto a quelli trattati con la chemioterapia standard.

I più comuni eventi avversi di grado 3, correlati al trattamento con Afatinib, osservati nello studio sono stati diarrea ( 14% ), rash ( 16% ), e infiammazione dei tessuti periungueali ( paronichia ) ( 11% ), mentre quelli osservati nel braccio di trattamento con chemioterapia ( Pemetrexed / Cisplatino ) sono stati neutropenia ( 15% ), astenia ( 13% ), e leucopenia ( 8% ).
Nello studio le percentuali di interruzione della terapia a causa di eventi avversi correlati al trattamento sono state basse ( 8% per Afatinib; 12% per chemioterapia ). L’1% dei pazienti nel braccio di trattamento con Afatinib ha interrotto la terapia per diarrea associata al farmaco.

Afatinib è un inibitore selettivo della famiglia dei recettori ErbB che agisce bloccando in maniera irreversibile la trasduzione del segnale di EGFR ( ErbB1 ) e di tutti gli altri recettori della famiglia ErbB che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo e nella diffusione dei tumori più pervasivi e a mortalità elevata.
Il legame covalente, e quindi irreversibile di Afatinib, differisce da quello degli inibitori reversibili, in quanto fornisce una inibizione sostenuta, selettiva e completa di tutta la famiglia di recettori ErbB e pertanto può portare a un distinto beneficio.

Il carcinoma polmonare è il tumore più diffuso e più letale al mondo, con 1.6 milioni di nuovi casi all’anno ( pari a circa il 13% di tutti i nuovi casi di tumore ), dei quali il tabagismo ne rappresenta la principale causa.
A causa della sua prognosi infausta, ogni anno si verificano 1.38 milioni di decessi attribuibili al carcinoma polmonare, pari al 18% di tutte le morti per tumore.
Nei pazienti affetti da carcinoma polmonare, la valutazione precoce dello stato di mutazione di EGFR è cruciale per migliorarne il beneficio derivante dalla terapia. Le mutazioni a carico del gene di EGFR si riscontrano nel 10-15% dei pazienti Caucasici e nel 40% di quelli Asiatici con carcinoma polmonare non-a-piccole cellule, e delle quali circa il 90% sono rappresentate da una delle due mutazioni più comuni di EGFR ( Del19 o L858R ). ( Xagena2013 )

Fonte: EMA, 2013

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